Germania

Gli studi e gli sviluppi accademici nell’ambito dell’archeologia tedesca possono vantare una storia ormai bicentenaria, sebbene per gran parte dell’Ottocento l’archeologia sia rimasta legata in maniera indissolubile alla filologia classica. Nonostante vari episodi di sviluppo autonomo durante il primo secolo di studi archeologici in Germania, tra i quali l’opera dello stesso Winckelmann, la filologia è rimasta ampiamente dominante, a partire dalla formazione, per arrivare alla terminologia e ai metodi.

Durante il fervore intellettuale dei primi anni dell’800 viene istituito il Deutsches Archäologisches Institut (DAI), fondato nel 1829 come “Istituto di Corrispondenza Archeologica” a Roma.

Solo verso la fine dell’Ottocento l’archeologia ha raggiunto uno stato di autonomia assoluta, dovuto sia alla sua definizione consolidata di Kunstwissenschaft (scienza delle arti, rappresentata soprattutto da Heinrich Brunn e dalla sua scuola a Monaco), sia dall’espansione delle attività di scavo nel Mediterraneo orientale.

A partire dalla fine dell’800 chi intraprendeva studi classici, poteva raggiungere il completamento del percorso accademico solo conseguendo un dottorato di ricerca in materie afferenti alla storia, all’archeologia o alla filologia. L’accesso al percorso di studi era ovviamente appannaggio di studenti provenienti da istituti superiori le cui materie principali fossero materie classiche, e soprattutto l’appartenenza ad una fascia della società considerata medio-alta.

L’accesso al percorso accademico era prettamente rivolto al genere maschile; solo a partire dalla fine del XVIII secolo l’entrata della prima donna nel mondo accademico per gli studi di archeologia classica, ha segnato un punto di svolta. Pur tuttavia bisogna attendere fino ai primi anni del ‘900 per avere la prima donna tedesca vincitrice di un dottorato di ricerca in archeologia: Elvira Fölzer il 25 giugno 1906, ha conseguito il dottorato con Georg Loeschcke che fu uno dei pochi professori tedeschi di archeologia classica che accettò anche donne.

Le archeologhe tedesche, seppur in grande minoranza rispetto al genere maschile, hanno spesso saputo eccellere nei più svariati campi della disciplina, distinguendosi per eccellenza nella catalogazione dei materiali, nell’epigrafia, nel disegno e nella creazione e curatela di archivi.

Spesso le archeologhe tedesche hanno operato le proprie ricerche all’estero vincendo, borse di studio per missioni di scavo all’estero come ad esempio Margarete Bieber che, in seguito al conseguimento di una borsa di studio per viaggi emanata dal Deutsches Archäologisches Institut, ha intrapreso studi e ricerche tra Atene e Roma sui monumenti dell’arte classica greci e romani.

Nel campo della catalogazione molte donne hanno posto le basi metodologiche per lo studio delle cassi ceramiche e della datazione dei contesti in base allo studio del materiale ceramico; tra le più importanti studiose tedesche va ricordata Elvira Fölzer che ha fornito uno degli strumenti imprescindibili per lo studio delle terre sigillate in rilievo delle botteghe della Gallia orientale, che ad oggi risulta ancora insostituibile. Nell’ambito museale va sicuramente ricordata la figura di Hermine Speier che dal 1961 fu l’unica responsabile della collezione di antichità nei Musei Vaticani. Con essa è iniziata la tradizione che un membro della direzione generale provenga sempre dalla Germania.

Progetto

World Woman Archeology

BIBLIOGRAFIA:
  • ADAMS 2010
    A. Adams, Ladies of the field: Early Women Archaeologists and their Search for Adventure, Vancouver 2010.
  • BORBEIN – HÖLSCHER – ZANKER 2000
    A.H. BORBEIN, T. HÖLSCHER, P. ZANKER (a cura di), 2000, Klassische Archaologie. Eine Einführung, Berlin
  • DAI 1979-1986
    Deutsches Archäologisches Institut (a cura di), Das Deutsche Archäologische Institut. Geschichte und Dokumente, 10 voll., Mainz, 1979-1986.
  • DAI 1983
    Deutsches Archäologisches Institut (a cura di), Ausgrabungen, Funde, Forschungen, Mainz, 1983.
  • DAI 2000
    Deutsches Archäologisches Institut (a cura di), Archäologische Entdeckungen. Die Forschungen des Deutschen Archäologischen Instituts im 20. Jahrhundert, Mainz, 2000.
  • KOCH- MERTENS 2002
    Koch, JK e Mertens, ed. EM.  Eine Damen zwischen 500 Herren: Johanna Mestorf, Werk und Wirkung, Berlino, 2002.